Hagopian – un video che non potva mancare!

 Ho inserito questo video tratto da YouTube di luca de mata perchè penso ben rappresenti alcune questioni di grande importanza per una corretta valutazione dell’immigrazione soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti religiosi che sono una parte non secondaria nell’incontro tra persone che provengono da storie diverse.

Sali, scendi da un’autobus

Sali, scendi da una autobus che sono qui da noi. Volti di gente onesta. Lavoratori, sicuramente come tra noi italiani c’è chi non è onesto, ma la mia impressione generale è che siano più i delinquenti che li sfruttano che una crimininalità organizzata estera che si insinua nel nostro vivere. Leggendo il blog di luca de mata mi sto costuendo un idea più complesssa di quella che avevo. Vorrei capire di più perchè una parte della mia famiglia l’altro secolo emigrò?. La risposta più semplice è la necessità di trovere sicurezza per il loro fuuro ed esattamente la stessa risposta che mi do per i tanti emigranti che per mille strade giungono da noi. Quella che non trovo è la risposta alla domanda, ma chi viene da noi clandestino quale certezza ha di trovare lavoro quando tanti nostri giovani non ne trovano? o come l’impressione che questa immigrazione sia indotta da forze che vogliono destabilizzare le nostre culture, le  nostre società! Su quest’ultimo argomento mi piacerebbe l’apertura di un grande dibattito che non sia inquinato dai soliti preconcetti ideologici. Guardo e registro tutto quanto le tv passano su questo argomento dell’immigrazione, ma fino ad ora riguardano orizzonti più locali e non internazionali come “la valigia con lo spago”, forse questo è il vero motivo per cui attendo la messa in onda su RaiUno di questo programmma. Dello stesso regista ho visto altri programmi di cui uno ” I Dieci Comandamenti” che mi piacque moltissimo. Scrissi anche alla Rai per sapere se era possibile acquistarne una copia, ma non mi sembra che ebbi risposta o forse una risposta che non mi conducesse a nulla.

L’immigrazione è una questione internazionale.

Pensare all’immigrazione solo come ad una questione di ordine pubblico come è ben dibattuto nel blog di luca de mata http://www.lavaligiaconlospago.tv

di cui mi ha apposionato la lettura ed anche i numerosi commenti, è una visione miope di quanto sta avvenendo attorno a noi a tutti i livelli. Sulla questione dei flussi migratori nel mondo ci stiamo giocando la pace internazionale. La convivenza e la reciprocità come dice nello stesso blog il dott. Hagopian è ormai una questione di confine tra pace e guerra. Se non riusciamo ad ascoltare che alle porte delle nostre case sta bussando la IIIguerra mondiale siamo sordi, completamente sordi.

Schiavi oggi – un testimone

Ascoltando questo testimone raccolta da lucademata della schiavitù oggi, ci rimangono poche illusioni sul ruolo devastante del ruolo delle criminalità internazionali quanto al traffico di esseri umani.

Immigrazione e sicurezza

Probabilmente per quanto leggiamo, vediamo, ascoltiamo è difficile trovare consensi o commenti da cui si possa avvertire un senso di comprensione verso chiviene qui in cerca di lavoro: gli immigrati. Questo attaggiamento è ancora più visibile verso chi non ha un regolare permesso di lavoro. Sappiamo tutti, non nascondiamocelo, che senza l’immigrazione questa nazione avrebbe enormi problemi in tutto il suo sistema economico: dalla produzione, al commercio, all’agricoltura, all’assistenza agli anziani e non solo. Ci sono settori della nostra economia: come la sanità e l’agricoltura che non potrebbero andare se non ci fossero loro: dell’Est, del Sud, del Nord, dell’Ovest. Ma noi abbiamo paura. E’ legittimo? Spesso non lo diciamo, anzi lo neghiamo ed anche nel più profondo di noi stessi, ma noi abbiamo paura.  Se vediamo i dati reali la questione criminalesono dati più  nazionali  è ben radicati e ramificati. E questi “immigrati senza permesso”  non sono che delle vittime, degli strumenti. Ancora più pericolosi ed ancora ci fanno  più paura quanti provengono da territori impregnati di una fede che ha perso i connotati dell’amore per mostrarsi nelle vesti dell’ideologia vendicatrice. Di porcherie nel mondo noi occidentali ne abbiamo fatte, e per secoli. Diciamo che abbiamo portato la civiltà, ma non ci siamo presi nessuna responsabilità perchè il buono delle nostre regole, del nostro fare diventassse una realtà anche per i popoli che per secoli abbiamo sottomesso. Il colonialismo non andava più di moda? nessuna preoccupazione. Cosa abbiamo fatto? Ci siamo ritirati rifacendo rinascere e dare nuova linfa alle culture tribali, alla diffusione della corruzione e dell’arbitrio violento. Abbiamo riempito di armi per noi da rottamare interi continenti. Non abbiamo fatto nulla per mettere pace, anzi abbiamo giocato su dissidi antichi per così poter avere a prezzo ancora più basso le richezze di quei popoli. Da questa costruita, artificiale non governabilità abbiamo tratto i nostri vantaggi e senza neanche più i costi di tenere le colonie. Se si ammazzano? Fatti loro. No!  Fatti nostri e  buoni affari se alcuni di noi ci guadagnano. Da questa situazione, che ormai è sempre meno gestibile per l’entrata in scena di nuove potenze economiche che quanto noi desiderano quelle ricchezze, la fuga da quei luoghi è inarrestabile. E’ gente che si vende tutto nell’utopia di arrivare da noi e ricostruirsi una vita. Non è così. Il loro viaggio della speranza è un viaggio di umiliazioni e disperazione. Sono ricattati da tutti non solo lungo il percorso, ma anche qui, quando prede della criminilità si trovano a vivere da schiavi. Noi pensiamo che persone che lavorano con noi da anni, con permessi regolari non siano taglieggiate sistematicamente dalla crudeltà degli strozzini che minacciano loro ed i loro familiari in patria? purtroppo per molti di loro è un’amara realtà Questo senso di insicurezza che percepiamo nasce dalle loro vite, dalle umiliazioni, dai sacrifici e dalle privazioni che hanno subito o subiscono. Ho visto un video su YouTube che mi ha profondamente impressionato e prossimamente posterò in questo mio blog. L’autore è luca de mata di cui su RaiUno ho già visto altre inchieste. Tutte mi hanno profondamente colpito per la forza delle immagini e delle testimonianze raccolte. Scavando nella rete ho scoperto che ilprogramma avrà come titolo “La valigia con lo spago” e gia mi giungono echi su i contenuti di questo programma di grande attualità. Il titolo mi sembra già una prococazione se con la memoria ritorno ai nostri immigrati che partivano tutti con la valigia, di cartone legata con lo spago. E tutta questa povera gente? arrivano senza valigia, senza nulla, Il binomio immigrazione e sicurezza non è sentito solo qui da noi, forse dopo la sicurezza del lavoro, come uno dei primi problemi, anche perchè questa immigrazione che rifiuta ogni regola per molti di noi è una minaccia reale per la la propria sopravvivenza, per la propria occupazione.